STORIA D’ AMORE

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ti ho guardato. mi hai guardato. ma forse sarebbe meglio fare un passo indietro. perchè in un giorno ci siamo incontrati. presi alla sprovvista. con la delusione schiacciata come un’ ombra dietro le spalle. e sono i tuoi occhi e la tua bocca a piacermi particolarmente. e anche quella strana gioia di vivere che ti porti dentro. è un qualcosa che non riesco a capire. ma riesco ad amare. e vorrei fissarmi sulle tue labbra per lunghi e silenziosi minuti. ma ora mi sto allargando come non dovrei. ma forse è il fatto di avere passato questi ultimi giorni in una sorta di cerimonia mistica iniziatica. l’ iniziazione all’ oblio dell’ amore. al fuoriuscire delle emozioni dal corpo. solo perchè non posso amarti. è molto difficile da spiegare. so solo che mi capita spesso. anzi sempre. amare qualcuno che ama un altro. ed è una situazione molto particolare. perchè la persona che ami è sottoposta ai miei veloci a apparentemente inspiegabili cambiamenti di umore. è una cosa pazzesca. anzi è solo un modo per scaricare la tensioni contradditorie che mi bruciano dentro. e quindi una volta penso di amarti e subito dopo l’ angoscia di non poterti baciare o restare abbracciati per tutta la notte ha il sopravvento e non posso vederti perchè la realtà è veramente assurda e io non riesco a spiegarmi questa situazione e penso che sia un fallito semplicemente perchè non riesco a combinare nulla. e allora sono andato al mare per esorcizzare i demoni dell’ amore che mi stavano facendo impazzire. anzi era il demone della tua persona che dovevo scacciare perchè era entrato nella mia testa e l’ aveva occupata tutta. e per un giorno e una notte ci sei stata solo tu nei miei pensieri e questo non lo potevo accettare soprattutto per il fatto che non sono io il centro delle tue emozioni e di quello che pensi. e sulla spiaggia, mare sole e solitudine niente cani e migliaia di scintille sulla sabbia, ho provato a liberarmi da te senza riuscirci anzi sentendomi ancora più stupido e solo di quello che sono. sono tornato a casa e ti ho chiamato. era ritornata la dolcezza. e ho sentito la tua voce. e ho cercato di essere gentile. sentendomi ancora un idiota. uno stupido che crea migliaia e migliaia di problemi e di realtà inesistenti. e mi hai detto di venire a pranzo da te. e io non capisco perchè mi chiami e perchè ci vediamo e perchè andiamo al cinema insieme e perchè mi telefoni. forse perchè intendiamo l’ amicizia diversamente. e forse perchè per me c’è in gioco l’ amore che non so se sia amore ma è una fitta di angoscia e incapacità di prendere qualsiasi decisione e di sogni carichi di belle parole e bei gesti che non provavo da tanto tempo. e sono venuto da te e abbiamo mangiato in silenzio. guardando la televisione. e io non so mai cosa dire. perchè non so mai quale è la vera realtà dei fatti e non so quello che tu provi per me e allora provo ad essere simpatico e poi a fare l’ incazzato ma sono tutte strane maschere che devo indossare per non cadere nell’ imbarazzo di salutarti e andarmene senza avere spiccicato una parola. e la sera sono ritornato da te. mentre ti provavi i vestiti con la tua amica. e forse sono arrivato troppo presto e ho interroto i discorsi che volevate fare. e stavo seduto a guardarvi. e mi sono fatto una canna. e tutto è iniziato a diventare un pò più irreale. e mi stavate facendo ridere. poi è arrivato il tuo ragazzo. e per dio è stato il momento più brutto. e se c’è una cosa che ho sempre odiato è dover stare con la ragazza che mi piace e con il suo ragazzo. può essere anche la persona più simpatica e interessante del mondo ma il fatto che può baciarti lo rende superiore a me, che mi sento un coglione fuori luogo, uno di quelle persone sole che ti si attaccano quando vorresti un attimo di intimità. ma questa è una parte che ho recitato parecchie volte. credetemi. molte di più di quante potreste immaginare. e quindi anche se mi ero promesso di non farlo più, quando mi capita so esattamente come comportarmi. sto per i cazzi miei cerco di non guardarli cerco di non essere troppo deprimente e dico qualche stonzata quando vedo che c’è un momento di generale allegria. ma la mia mente è sempre fissa suoi tuoi occhi. così arriviamo a questo locale. e con il tuo ragazzo in macchina avrò fatto per l’ ennesima volta la figura dell’ idiota. è che sono stato costretto a parlare più del necessario. di solito non ho mai niente da dire alle persone. entrando dentro al locale, come dicevo, mi assale l’ angoscia. musica gente che balla tutto quello che odio soprattutto per il fatto che so che io quella sera non ballerò mai e me ne starò in un angolo a guardare gli altri che si divertono e sperando che non vengano a dirti di ballare o se ti stai divertendo. perchè in questi casi non so mai cosa dirgli. odio quando mi sento diverso dagli altri. people are strange wheb you are a stranger. mi avvicino al bancone. questa è la mia tattica. penso, se ti vedono che bevi o fumi credono che tu sia occupato a fare qualcosa e così evitano di venirti a cacare il cazzo. PRIMO GIRO. per me e per il suo ragazzo. che in realtà è un tipo tranquillo e anche simpatico. e mi pare un bel modo di provarglielo. quello di offrirgli qualcosa. BIRRA. gliela porto. mi ringrazia e brindiamo. la birra fa veramente schifo. sa di acqua e sapone. ce la scoliamo comunque. tranquillamente. lui scrocca qualche sigaretta e me la offre. poi andiamo a fare il pieno. offre lui. SECONDO GIRO. si avvicina al bancone e ordina. poi mi avvicino io e ordino a mia volta. VODKA ALLA PESCA. liscia. torniamo dove ci eravamo sistemati. e mi bevo lentamente il mio bicchiere. la testa si sta alleggerendo. riesco quasi a non preoccuparmi più. e anche tu per questo breve periodo sei uscita dalla mia mente. un pò di riposo finalmente. il bicchiere e vuoto. gli faccio un cenno e vado di nuovo a riempire. questa volta tocca a me. TERZO GIRO. ordino al barista che mi riempe due bicchieri. VODKA ALLA PESCA. per me. ancora una volta. con ghiaccio. per cambiare. ritorno dove lui si trova e gli do il bicchiere. continuo a limitarmi a guardare intorno. cercando di non pensare alla’ assurdità della situazione. QUARTO GIRO. offre lui. WHISKY. per tutte e due. e questa è la botta che aspettavo. ora mi posso anche ritirare. ora potete fare quello che volete ma andiamocene di qui vi prego. sono stanco di fingere. ho sofferto troppo. dimessamente. senza accorgermene anche questa notte. e finalmente ce ne andiamo. la mia auto sta sotto casa di lei ed è là che ci dirigiamo. ed ora viene la parte più dura. quella peggiore della serata. scendiamo dalla macchina. li saluto. e li vedo salire nella sua casa. da soli. e io me ne devo andare. e lei questa sera gli darà tutta la sua dolcezza e io me ne devo andare via. e io non sono quella persona che la terrà fra le braccia, che potrà ridere dei suoi sorrisi, che potrà sussurrargli qualunque cosa per farla felice. e mi ritrovo per strada. da solo. mezzo ubriaco. il cuore mi piomba dentro. cupo. angosciato. e cerco di dimenticare qualsiaisi pensiero qualsiasi tentativo di spiegare questa situazione insostenibile e già so che a casa la sognerò e non riuscirò a dormire ma cerco di mandare a fare in culo tutto. ho bisogno di riposare. e il giorno dopo mi sveglio. da solo come sempre nel mio letto. e non mi alzo. e ascolto musica tutta la mattina e passano una due tre ore e non mi alzo. e arriva l’ ora di pranzo e io sono ancora a letto a guardare lo squarcio di cielo e nuvole fuori dalla finestra. e mangio e bevo davanti alla televisione che ci guarda. io mio padre mia madre e mia sorella. e non abbiamo niente da dirci. se non l’ insopportabile meschinità della vita. e poi rivado a letto e mi metto a dormire. e mi sveglio e sono ancora sdraiato e continuo a guardare fuori dalla finestra il giorno che si fa notte e la luce che diventa buio e poi ti telefono e decidiamo di andare al cinema e ti passo a prendere. e finito il film ritorniamo da te e guardiamo la televisione e quando il mio amico dice di andare io lo seguo sperando che tu mi dica di rimanere, ma questo non accade e un’ altra volta mi sento strano perchè la vita va nella drezione opposta da me desiderata. e questa è l’ ultima immagine del mio turbamento di questi giorni, viviamo strani giorni, nei quali mi sono letteralmente perso e ho vagato confuso dalla tua casa al mare, per le strade di notte e nei locali per tornare sempre con la mente ai tuoi occhi. ma oggi sono redento e ho sconfitto il tuo denome. era l’ unica cosa che potessi fare per non impazzire. sei finalmente uscita dalla mia mente. almeno in parte. non riesco a sopportare quando una persona diventa l’ unico e perenne centro dei miei pensieri e tutti i miei sforzi sono tesi per raggiungerla. l’ amore è illusorio. è una droga. è la forma di pazzia più pura e pericolosa. è l’ estasi mistica. è il delirio di perderti. è la forma di esprimersi della forza del caos primordiale.
l’ amore sono i miei occhi che ti guardano.

 

 E. Bertocchi


STORIA D’ AMOREultima modifica: 2008-08-17T18:20:04+02:00da luigi655
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4 pensieri su “STORIA D’ AMORE

  1. Ciao
    sono Cristina, redattrice di Poesie in Versi.
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